Monday 23 February 2026 - 08:36
Lo Sharif Radhi era un eminente giurista e grande esegeta del Corano

L’Ayatollah Ostadi, membro dell’Associazione dei Docenti del Seminario di Qom, richiamandosi a consolidate evidenze storiche e testimonianze documentarie, ha respinto le obiezioni di alcuni polemisti sull’autenticità del Nahj al-Balagha, ribadendo la solida attribuzione dell’opera allo Sharif Radhi e il radicamento dei suoi contenuti nella più antica tradizione testuale.

Agenzia Hawzah News – Si è svolta la cerimonia inaugurale del ciclo di incontri “Studi sul Nahj al-Balagha”, con la partecipazione di ricercatori, seminaristi e studiosi interessati al patrimonio dottrinale e letterario delle parole dell’Imam Ali; l’incontro è stato aperto da una relazione dell’Ayatollah Reza Ostadi sui fondamenti dello studio del Nahj al-Balagha.

Nel suo intervento, volto a chiarire i fondamenti dello studio del Nahj al-Balagha, egli ha esaminato diversi aspetti della personalità e del profilo scientifico del suo compilatore, offrendo inoltre una valutazione critica delle principali opere di commento.

Il profilo giuridico ed esegetico di Sharif Radhi

Nella prima parte del suo intervento, l’Ayatollah Ostadi ha corretto un diffuso equivoco storico sulla figura dello Sharif Radhi, affermando che, contrariamente all’opinione comune che lo riduce a poeta e letterato, egli fu in realtà un eminente giurista e un grande esegeta del Corano.

Richiamando i suoi maestri di giurisprudenza islamica, le sue opinioni giuridiche e la composizione di un ampio commento coranico in dieci volumi, ha evidenziato la vastità della formazione scientifica dello Sharif Radhi, compilatore del Nahj al-Balagha.

L’autenticità del Nahj al-Balagha e la risposta alle obiezioni sulla sua attribuzione

Il membro dell’Associazione dei Docenti del Seminario di Qom ha quindi respinto, sulla base di testimonianze storiche, le insinuazioni secondo cui l’opera non sarebbe attribuibile allo Sharif Radhi. Ha osservato che esistevano manoscritti autografi conservati per diversi secoli dopo la sua morte e consultati da autorevoli studiosi, elemento che rafforza la solidità dell’attribuzione del libro.

Rispondendo inoltre all’obiezione relativa al carattere “mursal” del Nahj al-Balagha (ossia alla mancata menzione delle catene di trasmissione), ha spiegato che lo Sharif Radhi, in ragione del suo approccio prevalentemente letterario, omise le catene di trasmissione; tuttavia, studiosi successivi, attraverso opere integrative, hanno ricostruito le fonti delle lettere e dei sermoni contenuti nell’opera.

Valutazione critica dei principali commentari sunniti del Nahj al-Balagha

Proseguendo, l’Ayatollah Ostadi ha esaminato due celebri commentari sunniti del Nahj al-Balagha. Pur esprimendo apprezzamento per l’impegno di Shaykh Muhammad Abduh nel far conoscere l’opera al mondo arabo, ha mosso rilevanti osservazioni critiche al suo metodo: nei casi in cui le parole dell’Imam Ali risultavano non conformi ad alcune posizioni dottrinali sunnite, esse venivano modificate oppure ritenute non autentiche.

Quanto al commentario in venti volumi di Ibn Abi’l-Hadid, lo ha definito un’opera molto ricca sotto il profilo letterario e storico, ma caratterizzata da marcate parzialità sul piano teologico, tali da richiederne una lettura critica.

La grandezza delle parole dell’Imam Ali

Richiamando infine le parole di grandi studiosi, come Mulla Sadra, il membro dell’Associazione dei Docenti del Seminario di Qom ha sottolineato che le parole dell’Imam Ali nel Nahj al-Balagha si collocano al vertice della purezza espressiva e dell’eloquenza, ponendosi un grado al di sotto della parola del Creatore e al di sopra della parola delle creature.

A cura di Mostafa Milani Amin

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